In Kind Exchange

 

 
Nel 2010 mi trasferisco a Shanghai e affitto un appartamento vuoto. Decido di risparmiare e di pubblicare un annuncio dicendo di fare ritratti in cambio di qualsiasi cosa utile per il mio appartamento. In due mesi ricevo tutto ciò di cui ho bisogno per la casa, dalle candele al servizio di piatti, dai mobili agli elettrodomestici. I ritratti che faccio sono degli sketch veloci ad inchiostro nero. Decine e decine di persone vengono a trovarmi a casa. Inizio a fare foto a tutto quello che ricevo e scrivo le storie degli scambi. E così un comico esperimento diventa un grande progetto.
 
Decido quindi di provare a evitare il denaro e inizio a definire gli oggetti di scambio secondo il parametro dell’utilità. Faccio delle performance per ricevere da mangiare e vestiti. Funzionano. Poi il tema è quello del viaggio e ricevo tutto il necessario per partire: uno zaino, fiammiferi, un kit di primo soccorso, una bussola e un telefono. Raccolgo anche materiale scolastico per degli orfanotrofi. 
 
Lo scambio senza denaro non solo conferma il valore del lavoro dell’artista e l’importanza del fruitore della sua arte, ma anche sancisce un legame essenziale tra i due. 
 
Inizio il progetto facendo 2-3 ritratti a persona in modo che ognuno possa scegliere quello che piace di più (in seguito ne farò semplicemente uno). Così colleziono centinaia di ritratti che faranno parte di differenti esibizioni nel mondo. Dopo la Cina, realizzo In Kind Exchange in Russia e nei Balcani. La prima mostra di In Kind Exchange ha luogo nel 2011 a Novosibirsk. Anche durante quella settimana di soggiorno in città riesco a vivere senza soldi, faccio diverse azioni per dipingere in cambio di cibo.
 
Proprio durante il mio viaggio nei Balcani realizzo l’opportunità che il progetto mi sta donando e inizio a progettare il viaggio del mondo senza soldi, basato sul semplice scambio arte-necessità.
 
Dal 2015 lavoro con Claudia Beccato, con la quale abbiamo inventato una nuova tecnica di ritratto, non si tratta più di uno sketch veloce.
 
Chiamaci e fatti fare un ritratto: sergey.balovin@gmail.com